![]() |
Mercoledì, 25 Ottobre 2006 Autore: Roberto Iovino Fonte: ANSA |
| Il Sipario di Maissa Un lungo, caloroso, meritato applauso ha accolto ieri sera al Teatro h.o.p. Altrove il debutto dello spettacolo "Il Sipario di Maissa", tratto dall’omonimo romanzo di Roberto Baghino e interpretato da una splendida Lisa Galantini con la regia di Aldo Ottobrino. Genovese, quarantenne, Baghino racconta nel suo romanzo il lungo cammino di una giovane araba verso la liberazione da tutto ciò che l’opprime. E’ la scoperta dell’amore, della sua fisicità che la porta tra le braccia di un’amica, Abir e di un giovane uomo, Musico. Baghino costruisce un romanzo di raffinato gusto poetico strutturandolo in forma di diario. Le giornate scandiscono la fuga di Maissa che al suo quadernetto affida i pensieri, i sogni, le lente conquiste: la decisione di togliersi il velo all’aperto, la scelta di entrare in una moschea da sola, il rifiuto di un matrimonio combinato, il sogno di raggiungere l’adorata sorella scappata in Germania con il marito ebreo, il legame forte, unica ancora di salvezza, con l'amica divorziata e madre di un bambino. E’ Abir a rappresentare la trasgressione e Maissa la segue con sempre maggiore consapevolezza. Nella riduzione teatrale realizzata dallo stesso Baghino, il senso del diario rimane nella scansione dei giorni che si susseguono fra conquiste e sconfitte. Ottobrino è stato bravissimo a creare una efficace tensione narrativa accompagnando e commentando le parole con pochi mezzi scenici usati con intelligenza e con indubbia capacità comunicativa: la tinozza con l’acqua, una struttura in legno come un finto specchio, corde appese con ganci cui attaccare simboli e messaggi, un bauletto da viaggio. In uno spazio limitato e nello stesso tempo smisurato se visto con gli occhi sognanti di Maissa, Lisa Galantini costruisce un monologo di circa un’ora in cui regala un autentico saggio di bravura. La sua Maissa si colora di mille sfumature, è sensuale e timida, aggressiva e spaventata, ironica e tragica, carnale e spirituale. Recitazione naturale, mai caricata, estremamente controllata nei gesti e nella emissione, la Galantini supera magnificamente una prova certamente non facile per la complessità del testo e di un personaggio tragicamente attuale e denso di contraddizioni. Musiche, appropriate e ben integrate nel testo, di Paolo Silvestri. Applausi, come si è detto, convinti. Repliche fino a venerdì. |
|
| © Copyright 2006 - 2010 Associazione Culturale Offgallery. | |