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rassegna stampa, interviste, evidenza su altri siti web selezionati a cura di Offgallery. |
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Di Giovedì, 26 Ottobre 2006 Autore: Raffaella Grassi
Fonte: il Secolo XIX
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Il monologo di Maissa ragazza siriana con il velo
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In questi giorni in cui tanto si discute di velo sì velo no, di leggi antichador, di donne adultere lapidate e di imam che lanciano strali in diretta tv, ha un senso "ulteriore" andare a vedere uno spettacolo come "Il Sipario di Maissa" in scena al h.o.p. Altrove di piazzetta Cambiaso ancora oggi e domani (ore 21.30) presentato da Offgallery nell'ambito del festival Corporeità e conoscenza. Un monologo interpretato da Lisa Galantini e diretto da Aldo Ottobrino, tratto dal romanzo di Roberto Baghino, un diario teatrale per voce sola in cui una ragazza siriana racconta la sua quotidianità annodata di obblighi e divieti, la storia sua e di altre donne, di solitudini subite dietro uno schermo nero, aborti clandestini e suicidi, umiliazioni e piccole finzioni come fingere di leggere il Corano e invece studiare di nascosto l'inglese. Lisa Galantini costruisce il mondo di Maissa con pochi oggetti scenici, uno specchietto d'argento, una manciata di sassi bianchi, un gomitolo di lana rossa che delimita la sua segregazione. E poi un registratore da cui esce una voce, identica alla sua, quella di Abir, la sua amante vestita all'occidentale che la accompagna nella scoperta del corpo, dell'erotismo e del sesso. La lingua del testo di Baghino è poetica e sensuale, così come la messa in scena, delicata e insieme sfrontata. Lisa Galantini, applauditissima alla prima di martedì, riesce a disegnare questo percorso interiore rivelando tutta la fragilità e tutta la forza del suo personaggio, che è uno ma ne racchiude tanti, tante storie di donne e non solo islamiche. Essenziale ed efficace la regia di Ottobrino, fatta di oggetti che scandiscono le tappe della liberazione e di sequenze intense: una per tutte la testa sott'acqua di Maissa come teatralizzazione muta dell'atto sessuale, apnea senza respiro e passaggio verso un orizzonte altro.
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