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Di Martedì, 13 Febbraio 2007 Autore: Laura Santini
Fonte: www.mentelocale.it
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L'Hop riapre e non è uno scherzo
Da giovedì 15 febbraio al via la nuova mini-stagione teatrale di Mario Jorio.5 appuntamenti fino a metà aprile, senza contare le sorprese
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 Riaprono le porte dell'Hop Altrove. Il teatrino-gioiello del centro storico che, in pausa quasi per scherzo dal primo aprile 2006, per fortuna esce da un forzoso letargo e dà avvio alla sua quarta piccola stagione, da giovedì 15. Come è nel suo stile Mario Jorio (direttore artistico) si attiene ai fatti, in particolare quelli positivi, e in poche parole ma con grandi speranze, annuncia «sarà una stagione di transizione, perché dal prossimo anno vorrei cominciare un nuovo corso. Evitando di proporre l'ennesimo calendario teatrale, vorrei dare spazio a progetti più ampi che abitino lo spazio». Tra le nuove idee Mario sta pensando a un teatro che accolga il pubblico e lo educhi, che lo immetta più nel profondo della macchina spettacolare e lo coinvolga nel percorso di costruzione di alcuni spettacoli, fino al prodotto finito (con biglietto unico sottolinea). E così lo spazio scenico l'ha avuta vinta sulla platea che si riduce «e diventerà una piccola gradinata. Tanto -afferma a denti stretti Iorio- anche nei casi di tutto esaurito è comunque un bagno di sangue. Voglio dare la sensazione a chi arriva di entrare ogni volta in un luogo diverso». Per condividere gioie e dolori artistici Iorio presenta la recente collaborazione con Giulio Cataudella, Davide Barabino e l'associazione culturale Offgallery impegnati sul fronte delle performance di arti visive, mostre, laboratori e anche originali presentazioni di poesie con video installazioni e letture.
Intanto nel futuro immediato aprono e chiudono il cartellone donne-sole a tu per tu con il partner che fu. Giovedì 15 febbraio ci aspetta Josafat un monologo di Martina Massari (romana di nascita, torinese di adozione) che vede protagonista una donna abbandonata dal marito dopo vent'anni di vissuto coniugale. Lo spettacolo autoprodotto è interpretato da Federica Cassini, per la regia di Roberto Freddi (in replica fino al 17 febbraio, h. 21). A chiusura, in aprile, La voce umana di Jean Cocteau, ormai un classico del teatro, con al centro un monologo al femminile, al telefono, interpretato da Lucia Murgia, per la regia di Cecilia Del Sordo, su musiche di Tchaikowsky (dal 12 al 14 aprile).
Il calendario stringato non dovrebbe colpire gli habitué dell'hop che sanno bene come le sorprese qui facciano parte dello stile. «Sarà il primo anno senza la consueta rassegna di danza, però è allo studio un progetto specifico e residente per il 2008. Ci consoleremo con la nostra ormai tradizionale carrellata di video». Comunque, un'occasione c'è: il 17 e 18 febbraio Artemis Danza di Monica Casadei seleziona danzatori professionisti per un laboratorio che porterà a una nuova creazione. E a proposito di video, il 22 febbraio appuntamento con il meglio del Milano Film Festival: selezione di cortometraggi di giovani registi da tutto il mondo.
Puro teatro di corpi senza luci, musiche né scene per Nodi un'idea di Lucio Colle in scena il 23 e 24 febbraio, con la sola forza di tre attori (Lucio Celaia, Lucio Colle, Marco Luciano) e un'attrice (Ramona Tripodi). Mentre per i primi tre giorni di marzo scenderemo all'Inferno, quello di Dante però, riletto in chiave parodica e riattualizzato per una feroce satira verso il potere politico e secolare dei nostri tempi è Infernotto da Malebolge di Guido Caserza, condotto dall'Impressive Trio: Andrea Ceccon (voce), Andrea Lanza (chitarra elettrica) e Claudio Longo (sax) e l'Ensemble Malebolge (Marco Berisso, Guido Caserza, Marcello Frixione, Paolo Gentiluomo). Ogni sera seguirà allo spettacolo una proiezione: Scianin (1999) il 1 marzo, Berri Lindo (2003) il 2 marzo e Ai vuai scià (2005) il 3 marzo 2007. Su tonalità simili lo spettacolo Crisi d'identikit (dal 5 al 7 aprile) di e con Alessandro Bergallo e Federico Bagnasco: un teatro-canzone per descrivere le diverse facce della crisi d'identità dell'essere moderno. E non ci può essere stagione completa senza una regia di Mario che riprende Rictus, frankesteinamente con Franco Leo, Graziella Cerri, Frate Stanco, Paola Ferrando e Danilo Spadoni in una nuova edizione.
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