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  Di Sabato, 10 Novembre 2007
Autore: Roberto Baghino
Fonte: Offgallery
L’origine de Il sesso di Igor
Romanzo, rappresentazione teatrale, altro. Regia di Federica Granata
Il sesso di Igor è stato scritto di getto in un’unica notte. Dopo una cena con un piccolo gruppo di amici. Tra questi, lo psicoanalista Franco Rossi. E fu proprio lui a raccontare, d’un tratto, che un suo giovane paziente, adolescente, durante un pranzo coi genitori disse “non so più di che sesso sono”. Rientrato a casa, incominciai a scrivere Il sesso di Igor senza più fermarmi finché non lo sentii finito. E la mattina, rileggendolo, mi accorsi di avere sviluppato dei temi per me urgenti. Gli stessi che anni dopo, insieme ad altri, pur se con linguaggio forma e consapevolezza diversi sarebbero sbocciati nel romanzo Il sipario di Maissa – anch’esso rappresentato in teatro. La mancanza, o scomparsa, di un’educazione sentimentale; l’incapacità di una relazione con l’altro; e un concetto di omosessualità intesa non come sessualità agita con un partner di identico sesso, ma come relazione d’oggetto. Il concentrarsi, cioè, non sulla persona nella sua interezza di anima e corpo, ma su ciò che dal corpo pende. Oltre, naturalmente, ai suoi soliti orifizi. In questo senso, nella relazione d’oggetto non c’è differenza tra chi, uomo o donna che sia, e con l’opposto o identico sesso, mira a un semplice particolare senza curarsi della persona che sta di fronte.
Omosessualità: masturbazione con accessori altrui, verrebbe da dire.

E il giovane Igor cosa chiede quando dice “non so più di che sesso sono”? Di essere ascoltato. Ciò che vuole è qualcuno con cui parlare e riflettere. Qualcuno che gli dia un po’ di calore. Che partecipi del suo turbamento. Invece è il panico a scatenarsi in chi gli sta intorno. E una folle corsa alla “riparazione meccanica” del suo canarino. Mentre lui, Igor, sprofonda sotto gli inutili sforzi di prostituta e travestiti piombati in casa al soldo dello zio vescovo. O sotto i ritrovati medici che lo psichiatra invocato impone. Ultima speranza di genitori complici e incapaci.

Sono passati quasi dieci anni da quando lo scrissi. Dieci anni in cui ho sempre sperato di metterlo in scena. E finalmente, un giorno, questo è avvenuto. Grazie alla scommessa e all’impegno di due persone. Giulio Cataudella, instancabile amico e responsabile di Offgallery, l’Associazione Culturale che ha prodotto lo spettacolo. E Federica Granata, attrice e regista, che lo ha messo in scena tra mille difficoltà e disavventure con la libertà più totale. Così Il sesso di Igor, scritto sotto gli insegnamenti di Franco Rossi, incontrando Giulio e Federica è diventato altro. Com’è giusto che sia.

Roberto Baghino


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"Rappresentazione teatrale - luglio 2007"


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